Guida fotografica su boken

Autore Informazioni Tags Condividi la guida
avatar
fotowow
Scritta il 06-12-12 22:32
Vista: 1215 volte
Voti ricevuti: 17
Valutazione:
boken

Guida Vota la guida
Bokeh (pronunciato /bɒkɛ/ o talvolta /ˈboʊkə/[1]) è un termine del gergo fotografico derivato dal vocabolo giapponese "boke" (暈け o ボケ), che significa "sfocatura" oppure "confusione mentale"[2]. A partire dalla metà degli anni novanta, si è affiancato all'uso terminologico tradizionale di espressioni come contributo delle aree fuori fuoco o resa dello sfuocato.

La parola bokeh indica propriamente le zone contenute nei piani fuori fuoco di un'immagine fotografica[3] e la qualità estetica della sfocatura[4]; per estensione, si riferisce anche alla tecnica che permette di ottenere un gradevole effetto "sfuocato" tramite un utilizzo creativo delle proprietà ottiche degli obiettivi.

Mike Johnston, curatore editoriale della rivista statunitense Photo Techniques, introdusse la grafia "bokeh" nel 1997 per suggerire ai lettori anglofoni la corretta pronuncia del termine giapponese "boke" ("sfocatura"), che era in uso dall'anno precedente. Alla diffusione del vocabolo contribuì anche il saggio How to photograph buildings and interiors di Gerry Kopelow, pubblicato nel 1998[4].
Contributo dello sfuocato e profondità di campo [modifica]

Il concetto di bokeh risulta intrinsecamente legato alla nozione di profondità di campo: mentre il contributo dello sfuocato di ciascun obiettivo è caratteristico della lente (e di conseguenza non modificabile), la scelta di un opportuno valore di apertura consente al fotografo di manipolare la profondità di campo dell'immagine, permettendo così di declinare le peculiarità del bokeh.

Con delle lenti adatte, l'effetto "sfuocato" si può ottenere ricorrendo a un basso rapporto focale; le ottiche migliori per esaltare il bokeh, in virtù delle loro proprietà fisiche, sono i teleobiettivi e gli obiettivi per macrofotografia. La resa dello sfuocato riveste un'importanza particolare anche per i cosiddetti obiettivi "medio tele", caratterizzati da lunghezze focali comprese tra gli 85 e i 150 mm, che spesso vengono utilizzati per i ritratti: nella ritrattistica fotografica, infatti, si sceglie solitamente un rapporto focale basso, minimizzando la profondità di campo al fine di creare un piacevole effetto "sfuocato" dello sfondo che permetta di far risaltare maggiormente il soggetto principale.
Descrizione matematica [modifica]

Dal punto di vista matematico, la sfocatura di una fotografia può essere descritta come la convoluzione dell'immagine a fuoco con la forma del diaframma. Tale proprietà viene sfruttata dai software di ritocco fotografico per realizzare bokeh "simulati".


Descrizione da wikipedia