Guida fotografica su Silhouette

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TiaSd
Scritta il 18-02-13 11:38
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Silhouette

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Non sono un esperto fotografo ne un professionista, tuttavia, avendo dedicato molto tempo alla lettura e allo studio di libri e tecniche fotografiche con le quali avvicinarmi a quest’arte per sperimentare, mi sono imbattuto in questa tecnica chiamata Silhouette, la quale non è altro che una tecnica che permette di congelare l’immagine di un oggetto/soggetto che perde la propria tridimensionalità esaltando lo sfondo sul quale compare. Dette in altre parole, un oggetto/soggetto fotografato in controluce risulterà una figura piatta, bidimensionale e scura, i cui contorni ne disegneranno la sagoma ma ne perderà, come anticipato in precedenza, la propria naturale tridimensionalità (basta inserire foto Silhouette sulla ricerca Google per trovare migliaia di esempi).

Il “trucco” con il quale ottenere un risultato simile è piuttosto semplice: se normalmente infatti si tende ad esporre correttamente il soggetto principale dello scatto, con questa tecnica si vorrà dare maggior rilievo non tanto al soggetto (posto in controluce) bensì allo sfondo.

Lo scopo è quindi  quello di creare delle silhouette, ovvero delle sagome scure contro uno sfondo  correttamente esposto per creare un piacevole effetto estetico/artistico in situazione che, altrimenti, rischierebbero di compromettere la nostra creatività.

 

Dal punto di vista prettamente tecnico, per ottenere una fotografia silhouette non c’è altro da fare che esporre correttamente lo sfondo, tralasciando dunque il soggetto della nostra foto; ciò vuol dire impostare un’esposizione corretta esclusivamente in base alla luminosità dello sfondo.


Esistono principalmente due metodi di esposizione dello sfondo, entrambi corretti ed applicabili.   Il primo consiste nell’inquadrare un particolare dello sfondo per poi successivamente ricomporre la scena, e si articola in 4 passi principali:

 

  1. ·         riempire l’inquadratura con una porzione di sfondo (nessun altro elemento dev’essere compreso);
  2. ·         impostare l’esposizione;
  3. ·         ricomponi la scena incorporando tutti gli elementi “originari” della nostra foto;
  4. ·         premere il pulsante di scatto.

Il secondo metodo, quello che ho sperimentato maggiormente, consiste nello sfrutta la misurazione di tipo spot/parziale presente, credo, in tutte le Reflex digitale (leggere il manuale della propria macchina per approfondire l’utilizzo di questo metodo di misurazione dell’esposizione). Questo metodo permette alla fotocamera di considerare solamente una porzione minima dell’inquadratura per misurare la luminosità totale della scena.

I passaggi per sfruttare questo metodo sono:

  1. ·         selezionare la modalità di misurazione dell’esposizione sopra citata;
  2. ·         comporre la scena;
  3. ·         mettere a fuoco un punto di messa a fuoco sullo sfondo,
  4. ·         (se in modalità manuale) impostare l’esposizione corretta;
  5. ·         premere il pulsante di scatto.

Lo  scopo di questo genere di scatti è quello di far risaltare degli oggetti/soggetti quasi o completamente neri contro uno sfondo più o meno luminoso.  Siccome in questo genere di foto i soggetti perdono completamente il volume, devono essere apportati un paio di accorgimenti sulla composizione e sull’estetica finale dello scatto: innanzitutto, i contorni delle figure devono essere ben definiti e quindi ben messi a fuoco; in secondo luogo, le relazioni che intercorrono  tra gli elementi andranno rivisitate e ristudiate poiché due o più soggetti adiacenti, catturati con questa tecnica, tendono a fondersi tra loro e a perdere o rischiare di aumentare la difficoltà di lettura dello scatto.

Per riassumere, nonostante la macchinosità che può essere percepita dai passaggi sopra descritti, con un po’ di pratica si può mettere facilmente in pratica ciò che ho tentato di spiegare e quindi ampliare i propri orizzonti artistici e di sperimentazione, ma non dimenticate che, come al solito, elemento fondamentale per ottenere risultati soddisfacenti, al di là della pratica, è la condizione di luce che vi si presenta e che dev’essere “modellata” e utilizzata a nostro piacimento e a nostro vantaggio nonostante la scena, a prima vista, possa presentare delle difficoltà nel coglierne le potenzialità artistico/espressive.