Guida fotografica su DA SAPERE

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carmy
Scritta il 16-03-13 09:40
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I ritratti spontanei


Alla base di un ritratto ben riuscito c'è soprattutto una cosa: la curiosità del fotografo. La curiosità nel cercare nelle espressioni, nelle posizioni, negli sguardi e anche nella luce e nella composizione del quadro oltre il volto, cioè l'anima. E così in qualche modo si avvera il timore atavico degli aborigeni, che temono che una fotografia "rubi" loro l'anima. Ovviamente non si tratta di "furto d'anima", ma solo di scavare nelle immagini con la curiosità del fotografo per stimolare altre e nuove curiosità in chi poi vedrà l'immagine.

Il volto, l'espressione, gli occhi: uno dei generi preferiti da fotografi professionisti, amatori e turisti. Ecco molti suggerimenti e qualche trucco per migliorare i propri ritratti

Il ritratto amatoriale

Non ci interessa in questa fase occuparci di quel tipo di ritratti realizzati in studio con una serie enorme di lampade e accessori con ore e ore di pose e messe a punto. Quello che ci interessa sono i ritratti amatoriali, fatti per ricordo e per gusto estetico e artistico, per catturare l'immagine della persona e quello che sta dietro l'immagine, una storia, uno stato d'animo. Il ritrattista amatoriale deve accontentarsi della luce che c'è e dello scenario in cui si trova, cercando di cogliere l'attimo. Ci sono due grandi scuole di pensiero: quella della fotografia in posa e quella della fotografia spontanea. Ovviamente è da preferire quest'ultima: la posa viene bene – cioè naturale – solo a consumati attori. Per questo è bene ritrarre i propri soggetti con un teleobiettivo, che consente di mantenere una discreta distanza dal soggetto e quindi permette di non interferire troppo nè con i suoi movimenti nè con il suo stato d'animo.

La luce è parte dello stato d'animo

Una delle aberrazioni percettive della fotografia consiste proprio nel fatto che la luce con la quale è illuminato il soggetto finisce per diventarne parte integrante, per contribuire a definirne carattere e stato d'animo. Una luce intensa ma diffusa e morbida, come quella offerta da un cielo chiaro richiama sentimenti di serenità e affabilità, insomma fa sentire a proprio agio; una luce solare forte e contrastata è anch'essa rassicurante perchè "calda", ma dà un senso di maggiore dinamicità; una luce frontale (come il flash) crea una situazione banale, bidimensionale, in cui c'è poco da scoprire ed è quindi da evitare; un faretto che illumina solo da un lato o soprattutto da sotto, lasciando la maggior parte del volto in ombra, evoca sentimenti drammatici e profondi; una luce opposta alla fotocamera crea una silhouette e riduce tutto a un contorno misterioso. Insomma, la scelta della luce (e dell'esposizione) vale metà ritratto.