Guida fotografica su Luna Astrofotografia

Autore Informazioni Tags Condividi la guida
avatar
degomera
Scritta il 24-01-13 10:29
Vista: 1104 volte
Voti ricevuti: 18
Valutazione:
Luna

Astrofotografia

Guida Vota la guida


La Luna – Focali da 300 a 1200 mm.

Il termine astrofotografia indica la tecnica utilizzata per riprendere gli oggetti che circondano e accompagnano questa nostra grande astronave che chiamiamo terra nel suo peregrinare attorno alla sua stella, fino ad arrivare a ciò che riusciamo a vedere “dal finestrino” dell’astronave pur trovandosi a distanze difficilmente immaginabili.


L’astrofotografia ha avuto un impulso conoscitivo sul grande pubblico fin dal giorno del lancio in orbita del telescopio Hubble, in seguito all’arrivo a terra delle sue prime fotografie dopo la riparazione dei suoi difetti ottici. Ovviamente, Hubble si trova in una posizione assolutamente privilegiata per avere la massima resa dalle sue apparecchiature e ottiche; nonostante una moderna fotocamera sia a volte anche migliore di quella installata su quel telescopio, anche disponendo delle sue stesse ottiche, cosa estremamente difficile ma non assolutamente impossibile, non è comunque possibile ripetere i suoi risultati standosene attaccati alla superficie del nostro pianeta, ma si possono comunque ottenere delle immagini suggestive.


Perché dedicarsi a fotografare ciò che ci circonda nello spazio? Beh, la prima motivazione, di solito, è una sana e coinvolgente curiosità, la voglia di vedere da vicino, o da un po’ più vicino, quelle macchie luminose che ci circondano in una notte di cielo limpido, attraverso un’immagine creata da noi, che ovviamente è foriera di tutt’altra soddisfazione rispetto al semplice atto di contemplare immagini prodotte da altri. Poi subentra un pensiero piuttosto intrigante: finché parliamo di oggetti vicini, o relativamente vicini, come la luna e i pianeti normalmente accessibili all’osservazione, fotografiamo il loro aspetto nel momento in cui scattiamo, o con pochissimo ritardo, ma se parliamo di oggetti molto più grandi e distanti, non si può fare a meno di pensare che le vostre immagini possono diventare un viaggio nel tempo; infatti, scattare oggi la foto di una nebulosa o di una galassia lontana vuol dire ritrarla nella forma che aveva diversi milioni di anni fa, finanche quando ancora sulla terra passeggiavano i dinosauri. Certo, l’attrezzatura necessaria è molto diversa, ma per nulla inaccessibile, e può anche non essere necessario acquistarla, poiché molti piccoli osservatori consentono di affittare le proprie attrezzature ottiche a prezzi ragionevoli. Certamente l’oggetto più facile e comunque affascinante cui ci si dedica muovendo i primi passi nell’astrofotografia è il nostro satellite, la Luna.


La luna è l’oggetto celeste più vicino, quello apparentemente più grande e certamente più luminoso dopo il sole, insomma il secondo in ordine di accessibilità con focali di cui un normale fotoamatore dispone, ma molto più facile da fotografare rispetto al sole, che sarà oggetto, se gradito, di un altro capitolo.


Le focali necessarie ad avere una buona ripresa del nostro satellite con dei buoni dettagli, considerandolo nella sua interezza, partono da un minimo di 300mm fino a 1200mm. A 300mm di focale la Luna su di un sensore full-frame ha un diametro di circa 3mm, 4,8mm su di un sensore APS-C , a 1200mm di focale siamo già ad un diametro di 12mm sul full frame e di 18mm su APS-C, oltre non è più possibile ritrarre la luna intera; si possono anche usare moltiplicatori di focale 2x o 3x per fotografare il nostro satellite pur mantenendo una buona luminosità e tempi di scatto ragionevolmente corti. La luminosità della luna cambia ovviamente seguendo le sue fasi, con riferimento alla luna piena, considerando l’utilizzo di una sensibilità di 100 ISO, un diaframma tra f9 e f11 per mantenere una buona nitidezza e senza moltiplicatori di focale che riducono la luminosità, il tempo di scatto varierà tra 1/250 e 1/200 di secondo, in un ambiente con poco o nessun inquinamento luminoso, e magari ad un’altitudine oltre i 500-600 metri sul livello del mare, luogo da scegliere di preferenza per fotografare gli astri.

E’ evidente, con questi tempi e le focali considerate, che non sarà mai possibile scattare una foto ben dettagliata alla luna a mano libera, è sempre e comunque necessario il treppiede, l’utilizzo dello scatto ritardato di 2-5 secondi o di un comando remoto, ed è vivamente consigliabile l’alzata preventiva dello specchio (funzione live-view sulle reflex più comuni) per evitare il micromosso. E’ inoltre necessario disinserire lo stabilizzatore d’immagine dell’obiettivo, se presente, e usare assolutamente la messa a fuoco manuale, perché la grande differenza di luminosità tra il disco della luna ed il cielo notturno, sfumata ai bordi del disco dalla presenza dell’atmosfera e delle sue turbolenze, trae in inganno l’autofocus fino al punto di impedirgli la riuscita della messa a fuoco.


Entrando nel dettaglio dei tempi di scatto, dobbiamo considerare una cosa essenziale: tra il nostro obiettivo e la luna c’è l’atmosfera, uno strato di gas denso di circa 100 km considerando la verticale sulle nostre teste, che ovviamente provoca una diminuzione della luminosità lunare. Ma questo strato di gas ha la lunghezza precedentemente citata solo se stiamo fotografando la luna mentre si trova a 90° rispetto all’orizzonte, e cioè esattamente perpendicolare sopra di noi; in realtà noi potremmo voler fotografare l’astro anche in altre posizioni, quindi dobbiamo considerare che più la luna è bassa sull’orizzone, più lungo dovrà essere il tempo di scatto, orientativamente seguendo gli incrementi riportati nella tabella qui di seguito rispetto ai tempi precedentemente indicati:

Altezza in gradi sull’orizzonte Incremento di tempi in percentuale
90 +0%
60 +4%
45 +10%
30 +22%
25 +30%
20 +38%
15 +41%
10 +70%

Il momento migliore per fotografare la luna, ma anche per l’astrofotografia in generale, è una fredda notte d’inverno, in assenza di vento dopo un periodo di tramontana, quando l’atmosfera è limpida e poco turbolenta per le basse temperature. Si sceglierà un luogo il più possibile lontano da sorgenti luminose e oggetti caldi a terra, principalmente le case, ma anche il mare, i laghi e gli stagni, almeno in collina, dai 400/500 m di altitudine; tutti accorgimenti che servono ad avere il minimo possibile di turbolenza e il massimo di nitidezza atmosferica. Per questo motivo, è pressoché obbligatorio posizionare l’attrezzatura all’esterno almeno 15-20 minuti prima di iniziare a scattare, per far adattare le ottiche alla temperatura, in modo da non ritrovarsi a scattare fotografie attraverso un vetro appannato.


Qualunque tipo di filtro, anche fosse il semplice vetro di protezione, andrebbe eliminato dall’obiettivo per un miglior risultato. Esistono in commercio filtri detti “filtri lunari”, che servono essenzialmente a ridurre la luminosità e aumentare il contrasto quando si usa un telescopio, che per le sue grandi aperture veicola molta della luce prodotta dalla luna, spesso troppa se la luna è piena.


Se la foto vi sembra poco contrastata, un filtro verde di buona qualità servirà certamente a dare maggior dettaglio all’immagine, pagando però lo scotto di perdere la colorazione naturale della luna, compensabile solo parzialmente con un ribilanciamento del bianco.
Fino ad ora, abbiamo analizzato il momento di luna piena, ma le foto più belle e suggestive del nostro satellite sono sicuramente quelle scattate durante le altre fasi lunari, quando la differenza tra la falce luminosa e la parte oscura dà un aspetto meno scientifico e più artistico all’immagine ottenuta. Volendo fotografare la luna nelle sue varie fasi, la luminosità dell’astro si riduce notevolmente, quindi sarà necessario aumentare la sensibilità ISO fino a 200, la più elevata che è consigliabile usare per questo tipo di foto. Con questa sensibilità, considerando sempre un diaframma pari a f11, i tempi di scatto per le fasi lunari più interessanti diventano:

Fase                                                 Tempo in sec.   Otturatore (rif. Canon EOS 7D)  
Luna piena                                    0.003                  1/320  
Luna al 10° giorno                    0.007                  1/140  
Luna al 1° quarto                      0.014                  1/70  
Luna al 4° giorno                       0.029                  1/40  
Luna al 2° giorno                       0.054                  1/20  
Luce cinerea al 2° giorno      25 secondi       25 secondi  

Sempre riferiti alla verticale a 90° sulle nostre teste, e quindi da modificare secondo la tabella precedente per le varie posizioni della luna sull’orizzonte; inoltre le indicazioni della tabella vanno intese al 2°, 4° o 10° giorno partendo da luna nuova. Nonostante i tempi di scatto si siano notevolmente ridotti passando dai 100 ai 200 ISO, ricordiamoci sempre che stiamo parlando di foto fatte con lunghezze focali oltre i 300 mm, quindi lo scatto a mano libera è comunque da evitare, anche in luna piena.


Una particolare spiegazione la merita l’ultima voce, relativa alla luce cinerea, forse il fenomeno più affascinante da fotografare, a parte l’eclisse, quando si ritrae la luna nella sua completezza. La luce cinerea è quella fioca illuminazione della parte oscura della luna tra il primo e il terzo giorno dalla luna nuova, che contrasta splendidamente con l’ancora sottilissima falce luminosa, dovuta alla luce del sole riflessa sul nostro satellite dalla terra. Le immagini scattate in questa fase lunare sono suggestive perché riescono a cogliere una discreta quantità di particolari della parte in ombra in contrasto con la forte luminosità del primo spicchio di luna illuminato direttamente dal sole.


Oltre alle fasi e alla luna piena, c’è però il fenomeno più raro e più bello che il nostro satellite può regalarci, l’eclisse. Le eclissi lunari possono essere di tre tipi, Totale, Penombrale o Parziale; le analizziamo separatamente.
La più spettacolare di tutte è probabilmente l’eclissi totale, che avviene quando la luna cade interamente nel cono d’ombra generato dalla terra. Nel momento di totalità dell’eclisse, la luna assume una colorazione rosso-arancio dovuta ai raggi solari che comunque la raggiungono perché proiettati dalla rifrazione dell’atmosfera terrestre, assumendo un aspetto insolito e davvero affascinante. Con la luna in eclissi totale, considerando un diaframma pari a f11 ed una sensibilità ISO di 200, lo scatto sarà tra 1/8 e 1/15, ma dipende molto dal livello di rifrazione dell’atmosfera in quel momento, che è influenzato da molte variabili, temperatura, umidità, vento, pressione atmosferica, il tutto nella zona di rifrazione, non dove abbiamo messo la macchina fotografica, quindi un’eclisse lunare va forzatamente fotografata valutando in loco la correttezza del tempo di esposizione rispetto alle condizioni di luminosità dell’astro.


L’eclissi penombrale è un transito dell’eclissi totale, avviene quando la luna non è ancora arrivata nel cono d’ombra della terra rispetto alla nostra posizione, ma, sempre rispetto alla nostra posizione, ha già abbandonato la zona di pieno illuminamento. In questa fase transitoria dell’eclisse, la luna ha semplicemente perso buona parte della sua luminosità, ma non ha ancora acquistato la colorazione rossa tipica dell’eclissi totale. Gli scatti effettuati in questi momenti sono di solito notevolmente nitidi e contrastati, data la possibilità di aumentare i tempi di esposizione concessa dalla diminuita luminosità della luna. Con i soliti valori f11 e ISO200, lo scatto si assesta tra 1/20 e 1/40, anche in questo caso molto influenzato da temperatura, umidità, pressione atmosferica e vento, questa volta però del luogo in cui ci troviamo a scattare, perchè la luce rifratta dall’atmosfera non è significativa durante questo transito.


L’eclissi parziale è assimilabile ad una fase lunare che però si verifica in un periodo di luna piena, con la luna che attraversa il cono d’ombra della terra senza entrarci completamente. La lucentezza della falce che rimane illuminata sarà la stessa della luna piena, ma il resto del satellite sarà rosso come per una eclissi totale. In questo particolare caso, è bene valutare la dimensione della falce scoperta e riportare i tempi di scatto, per analogia, a quelli dati sopra per il 2° giorno, 4° giorno, 1° quarto o 10° giorno.


E’ comunque necessario, per avere una buona ricchezza di particolari ed un buon contrasto nella fotografia finale, scattare tre fotogrammi con un bracketing di +/- 2 rispetto ai tempi sopra riportati, che andranno poi fusi insieme su 3 layer differenti utilizzando la sovrapposizione per luci alte o per luci basse, a seconda della luminosità più o meno elevata della foto, usando come base il più luminoso (+2) e salendo verso il più scuro (-2). Dopo aver fuso i layer, una leggera correzione di contrasto e luminosità potrebbe essere necessaria. Ricordate sempre che la luna non è un oggetto statico né tantomeno lo è la terra, quindi se gli scatti hanno dei tempi relativamente lunghi, tenete presente che dovrete riallinearli prima di fondere i tre fotogrammi nella foto finale.