Guida fotografica su Fotografia paesaggistica notturna atrezzatura esposizione diaframmi

Autore Informazioni Tags Condividi la guida
avatar
DaniloDeLorenzis
Scritta il 30-01-13 23:16
Vista: 1566 volte
Voti ricevuti: 21
Valutazione:
Fotografia

paesaggistica

notturna

atrezzatura

esposizione

diaframmi

Guida Vota la guida


Fotografare di notte è molto più semplice di quanto si potrebbe pensare. I risultati possono essere molto sorprendenti e ci sono strani effetti, facili da padroneggiare. E’ anche possibile realizzare immagini notturne di alta qualità, solo con attrezzature di base. Cosa ci serve? La nostra reflex ed i nostri obbiettivi, un cavalletto (meglio se con bolla), una torcia elettrica, un blocco notes, una penna, batterie di riserva(specie durante le uscite invernali in quanto il freddo riduce drasticamente la capacità di carica), schede di memoria, uno scatto flessibile o telecomando ed un orologio/ cronometro e, perché no, un abbigliamento adeguato al periodo, tenendo conto che  alcune volte passeremo molto tempo fermi all’aperto!

Con molti soggetti della fotografia notturna, il buio totale della notte non è necessariamente il momento migliore per effettuare 'scatti di notte'.
Il tardo tramonto, di solito, è il momento preferito, cioè quando rimane solo un po' di luce nel cielo dopo il tramonto o prima dell’alba.

Il vantaggio di ripresa in questo momento è di avere minori aree di nero nell'immagine, ridurre il contrasto eccessivo e aggiungere più colore all'immagine. La luce del giorno residua che rimane ‘riempie’ anche le grandi aree ombreggiate che non sono illuminate con luce artificiale.

Ciò non significa che tutti gli scatti notturni dovrebbero essere fatti al tramonto. Ci sono determinati soggetti e tecniche di fotografia notturna che hanno più successo con il buio totale della notte.

Consigli per evitare immagini mosse nella fotografia di notte

·         Usare un treppiedi

·         Utilizzare valori ISO medio/bassi

·         Scattare in RAW

·         Usare un telecomando o l'autoscatto

·         Abilitare il blocco dello specchio ( se disponibile come opzione della fotocamera)

·         Impostare il bilanciamento del bianco su personalizzato

·         Scattare in modalità Manuale

E' un grave errore pensare di poter scattare fotografie con condizioni di luce scarsa o di notte, a mano libera. Per evitare che le fotografie notturne risultino mosse la prima regola e’ usare un buon treppiedi. Anche un soffio di vento può far oscillare la fotocamera digitale sebbene fissata a un treppiedi. Bisognerebbe cercare di stabilizzare il treppiedi con qualcosa di pesante, appendendo su di esso usando il gancio della colonna centrale del treppiedi qualsiasi cosa sia pesante anche uno zaino o una borsa. Anche se la nostra fotocamera digitale è ben fissa su un ottimo treppiedi zavorrato , il solo movimento del dito per scattare, può far vibrare la fotocamera digitale, compromettendo cosi la nitidezza dell'immagine. Per eliminare questo inconveniente, occorre utilizzare un telecomando via cavo o a infrarossi per scattare la foto, oppure si può ricorrere allo scatto ritardato di 2 secondi per azionare l'otturatore. Un'altra ottima soluzione e' abilitare il blocco dello specchio, evitando anche le vibrazioni causate dal movimento dello specchio al momento dello scatto(micro mosso).

Sebbene molte fotocamere, soprattutto compatte, dispongano di programmi pre-impostati per le riprese notturne, il nostro consiglio è di usare, se disponibili, il pieno controllo manuale. Le impostazioni dei programmi notturni infatti spesso non hanno la flessibilità necessaria per la gestione delle situazioni più complesse e spesso utilizzano il flash integrato per rischiarare la scena con l’inevitabile conseguenza di rovinare la magia e l’atmosfera della scena.

Nella fotografia notturna è bene seguire alcune tecniche fotografiche fondamentali, come usare la modalità di scatto Manuale cosi da ottenere un pieno controllo sia sul diaframma che sul tempo di scatto.

In ogni caso è sicuramente consigliato l’utilizzo regolare della funzione di bracketing dell’esposizione tramite la quale la macchina registrerà 3 esposizioni successive della stessa scena ma con esposizioni differenti: una corretta una sottoesposta e una sovraesposta. La quantità di sotto e sovraesposizione può essere impostata dall’utente. In questo modo si avrà maggiore probabilità di successo e di scelta dell’esposizione corretta in fase di revisione. Il tempo di esposizione varia a seconda della scena fotografata, devono essere utilizzati tempi di esposizione lunghi per via della scarsissima quantità di luce, il tipico valore massimo di 30 secondi che una fotocamera raggiunge  spesso può risultare insufficiente, in modalità Manuale possiamo ricorrere alla Posa B.  "BULB”. Sappiamo tutti che " la posa "BULB” apre l'otturatore nel momento in cui schiacci il pulsante e lo richiude appena lo rilasci, però c'è da tenere presente che la situazione può cambiare a seconda se si utilizza un cavo remoto o un telecomando senza fili; infatti, con il cavo remoto l'otturatore rimane aperto fino a quando il pulsante rimane premuto, con il telecomando senza fili, invece, l'otturatore si apre quando si preme il pulsante e si richiude quando il pulsante viene premuto per una seconda volta. E’ fondamentale conoscere il massimo tempo di Posa B  "BULB”  consentito della vostra fotocamera (vedi libretto di istruzioni) perché durante le lunghe esposizioni l’apparecchio si potrebbe danneggiare a causa del surriscaldamento. Sempre per ovviare questo inconveniente è consigliato  prendere un po’ di tempo tra uno scatto e l’altro.

Per il calcolo dell'esposizione, consiglio di usare l'esposimetro valutativo (matrix) della macchina, specie se il paesaggio è molto illuminato come per esempio una piazza cittadina. Spesso capita di ritrovarsi in luoghi avvolti nella penombra o molto scuri, in cui la lettura esposimetrica segnalata va oltre ai 30" e non si riesce ad avere un'indicazione precisa. In questi casi esiste una tecnica molto semplice ed efficace. Impostiamo il sensore alla massima sensibilità ISO e selezioniamo un diaframma aperto, per esempio f/4. Si otterrà così, in genere, un tempo di esposizione minore dei 30" massimi rilevabili dall'esposimetro. Per ottenere l'esposizione equivalente agli iso minimi e al diaframma deciso per la fotografia, occorrerà sfruttare il concetto di equivalenza dell'esposizione. Esempio: rilevo che l'esposizione è di 1" a iso 3200 e f/4. Decidiamo di impostare la scena a ISO 100 e f/11 per avere il minor rumore e la massima profondità di campo possibili. Da iso 100 a 3200 ISO ci sono 5 stop (EV) di differenza. Da f/4 a f/11 ci sono 3 stop. Quindi dovremo aumentare l'esposizione rilevata a 3200 ISO e f/4 di ben 8 stop. Partendo dalla base di 1" otterremo: 1",2",4",8",16",32",64",128",256". L'esposizione da impostare è quindi di 256" f/11 a ISO 100.


Un'ultima questione tecnica che vorrei affrontare è l’apertura focale. Nella fotografia notturna il valore della f/ è particolarmente importante per diversi motivi. Utilizzare gli obbiettivi alla massima apertura, la resa dell'immagine è inferiore, risulta meno nitida e presenta aberrazioni cromatiche, spesso molto evidenti se si riprendono fonti luminose come ad esempio i lampioni. Con valori f/ molto chiusi si ridurranno le aberrazioni cromatiche e si otterranno immagini molto più nitide, ma c’è un particolare di cui bisogna tenere conto: utilizzando diaframmi più chiusi di f/11, i punti luci potrebbero apparire come stelle a varie punte, il fenomeno è dovuto alla luce radiante che si riflette sulle lamelle del diaframma, e varia molto da un obiettivo all'altro. E’ un effetto che non ha nessun riscontro con la realtà, però può piacere! In genere utilizzando valori compresi tra f/6 – f/11 si ottengono ottimi risultati.

Ricordate anche che soggetti presenti nelle foto notturne sono tutt’altro che statici. Basti pensare alle automobili che percorrono le strade, agli aerei, ai treni, alle navi. Anche le persone spesso cambiano posizione e tracce del loro movimento sono evidenziate dalla scia lasciata ad esempio da una sigaretta o dal display di un telefonino. Sta a noi decidere se utilizzare queste vere e proprie scie di luce come elementi caratterizzanti e importanti delle nostre immagini o se evitarli in quanto antiestetici e di distrazione.

Non mi resta altro che augurarvi: “buona luce per i vostri scatti notturni!